Dolina carsica di Gurgo

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Dolina carsica Gurgo

Dolina carsica di Gurgo

Solo due chilometri separano la città di Andria da una delle doline carsiche più grandi della Puglia. Si tratta della dolina carsica di Gurgo, una depressione che in passato ha dato luogo anche ad ipotesi suggestive intorno alla sua formazione, tra cui quella secondo la quale sarebbe stata originata dalla caduta di un meteorite. In realtà è la conseguenza di un complesso di fenomeni dovuti all’azione chimico erosiva dell’acqua su rocce solubili come il calcare di Bari e la calcarenite di Gravina, che costituiscono il nostro territorio.

La dolina (il nome ha origine slava) o valle, è di forma ellittica e ha un perimetro di 800 metri. Sul fondo presenta un inghiottitoio, cioè un’apertura dalla quale le acque meteoriche vengono convogliate nel sottosuolo. In questa cavità epigea sono state censite dal Gruppo Speleologico Ruvese (G.S.R) ben nove grotte che si aprono lungo i versanti, alcune delle quali poco accessibili e altre che recano evidenti tracce della presenza dell’uomo fin dai tempi più antichi.

Tra queste, una delle più suggestive è situata sul versante est della valle. Si tratta della grotta della Madonna di Trimoggia. Secondo alcune testimonianze, questa cavità era utilizzata per l’esercizio di culti religiosi, ed in particolare per l’adorazione della Madonna. Al suo interno sono stati rinvenuti resti di intonaco con affreschi della Vergine, in cattivo stato di conservazione. Ed è proprio un documento dell’834 conservato nell’Archivio del Capitolo Metropolitano di Trani ad attestare che in prossimità della dolina carsica di Gurgo sorgeva anticamente il villaggio di Trimoggia dove era sita un’antica chiesa dedicata alla Vergine.

Il fondo della valle e l’intera cavità è rivestita di vegetazione spontanea associata a specie introdotte dall’uomo che alla fine del XVIII secolo ne ha fatto un utilizzo agricolo, così come testimoniato dalla presenza dei muretti a secco costruiti per arginare l’acqua.

Per anni la dolina carsica di Gurgo ha subito un periodo di abbandono diventando discarica a cielo aperto  risanata dai maltrattamenti dal Comune di Andria, ha mostrato un affascinante aspetto selvaggio dove troviamo tipiche essenze mediterranee sempreverdi che si mescolano a specie a foglie caduche attecchite sui muretti e tronchi delle specie arboree, tali da rendere il paesaggio impraticabile in alcuni punti.

La dolina di Gurgo è interessante anche per le diversità vegetali presenti, tra cui lo stramonio.

Grazie alla collocazione in un’area abbastanza antropizzata, il pulo (la dolina) di Gurgo rappresenta un rifugio per una rilevante popolazione animale costituita da volati, roditori ed altre specie.

Questa piccola oasi sempreverde ospita oggi il Corpo Forestale dello Stato che contribuisce a rendere questo bene fruibile da parte di cittadini sensibili alla valorizzazione e alla tutela di un Bene Culturale di grande valore naturalistico.