Castel del Monte: storia e ipotesi

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Castel del Monte Storia

Caste del Monte, storia e mistero si intrecciano. L’eclettismo di Castel del Monte non è solo riscontrabile nella sua insolita e straordinaria architettura, ricca di simbolismo nonché rappresentazione di quell’unione tra cielo e terra, ma tale prosperità la possiamo anche evidenziare, nel momento in cui avanziamo in una visita guidata, nel ricco bagaglio di ipotesi che sono state avanzate negli anni nel tentativo di dare una risposta a quella che è stata la domanda che da sempre ha attanagliato gli studiosi: che cos’è Castel del Monte e quale è stata la sua destinazione originaria?

Castel Monte, la storia e i primi documenti

In molti hanno parlato sin dall’inizio di un maniero difensivo, visto che nel decreto riguardante la costruzione del 1240, redatto da Federico II, il castello veniva citato come catrum, anche se osservandolo già dall’esterno nella visita guidata, possiamo evincere che il Castel del Monte è privo di quegli accorgimenti architettoniche tipiche del periodo medioevale che fanno si che un castello possa essere definito difensivo, ovvero manca di ponte levatoio, manca di fossato, e dove le caditoie attraverso cui colpire i nemici con olio o pece rovente? Se poi ci spostiamo all’interno possiamo osservare come ogni singola stanza, per l’appunto otto al piano inferiore e otto al piano superiore, sono tutte simili tra di loro: ognuna è a forma trapezoidale scandite dalla presenza di chiavi di volta che mutano di stanza in stanza, alcune presentano elementi che appartengono al mondo vegetale, altre a quello zoomorfo, altre antropomorfo o fantastiche. Nella nostra visita guidata inoltre possiamo anche riscontrare come Castel del Monte sia ricco nell’arredo scultoreo, visibile anche nella decorazione della serie di accessi nel cortile, nelle porte finestre del piano superiore e nel basso rilievo presente nel registro più lato del castello, ma è facile anche analizzare come al temo stesso sia privo di stanze che potessero svolgere la funzione di scuderie, di camere da letto, di cucine o di magazzini atti a provvedere ai fabbisogni delle presidii militari una volta presenti sul territorio.

Altro elemento importante che porta al decadimento della tesi del castello carattere difensivo, visibile nel nostro percorso guidato, lo possiamo osservare delle scale a chiocciola presenti all’interno delle torri ottagonali già visibile dall’esterno. Infatti nei comuni edifici militari di epoca medioevale l’andamento è verso sinistra, dando la possibilità di poter destreggiare bene la spada e lo scudo a che difende il cestello e non dando vita facile al nemico, faticando così nella conquista del maniero.

D’altro canto, il Castl del Monte assume una posizione precisa sull’altopiano Murgiano, come anche dal punto dei percorsi principali di servizio. Il maniero federiciano infatti rientra nel progetto del sistema castellare voluto da Federico II, secondo lo Statutum de reparatione castrorum, prezioso documento relativo agli anni 1241- 46, nonché figura connessa particolarmente alla costruzione dei castelli, collocati sulla base di un razionale programma di difesa e di gestione del territorio, in rapporto funzionale col preesistente tracciato viario di età romana, che siano fondazioni ex novo, come per il Castel del Monte, o interventi di ristrutturazione di insediamenti normanni, adeguandoli alle esigenze architettoniche difensive militari medioevali. Superando così il concetto di castum molti studiosi si sono cimentati nel voler dare altre spiegazioni, vista la particolare architettura di Castel del Monte.

Di particolare importanza infatti è l’andamento in cui si visitano tutte le stanze una volta giunti nel castello: partendo dalla stanza numero uno si giunge alla seconda e una volta qui bisogna necessariamente uscire nel cortile, elemento dettato anche dalla decorazione del portale che da all’interno della stanza. Giunti nel cortile il visitatore nel suo percorso guidato dovrà scegliere se accedere dal portale di destra o di sinistra trovandosi quasi di fronte ed una scelta.

Altri studiosi hanno individuato due percorsi obbligatori, uno che parte dal portale ingresso posto ad est e l’latro dal portale di servizio a Ovest, differenziandosi cosi non solo dall’orientamento dei due ingressi ma anche nel modo in cui vengono attraversate le stanze, quasi a voler intraprendere una sorta di viaggio iniziatico, ovvero un percorso di purificazione e di maturazione del proprio spirito fino a giungere alle stanze del piano superiore e quindi al divino.

Una volta giunti al piano superiore è facile osservare come ogni singola stanza sia percorsa perimentralmente da una specie di “seduta” o panche in marmo sotto la base delle colonne, il lasciano anche difficile ipotizzare che il Castel del Monte abbia avuto un mobilio o un arredo. Questa presenza ci porta ad un’altra ipotesi avanzata dagli studiosi, ovvero a voler considerare il maniero federiciano come un tempio laico del sapere o università tenendo presente la personalità dei Federico II, dove e facile immaginare un maestro che parla come in un simposio ai suoi discepoli, o come una biblioteca, luogo in cui racchiuderebbe tutto il sapere umano, come suggerito dal prof. Palumbo.

Federico II e la falconeria

Altra elemento che non bisogna tralasciare è la passione di Federico II per la falconeria, ereditata dal padre Enrico, ovvero la pratica di caccia con il falco. Castel del Monte di fatto era entrato nell’immaginario collettivo di non pochi anni addietro, come una residenza imperiale progettata per lo svago dell’imperatore una volta giunto nel nostro territorio. Oltretutto le testimonianze dell’epoca offrivano un luogo lussureggiante di verde e acque come descritto nel famoso trattato De arte venerandi cum avibus, attribuito allo stesso imperatore. Ma se osi osservano i castelli da caccai più vicini come quello di Gravina, vediamo come la diversità è più che evidente on il Castel del Monte.

La sensazione che ad ogni modo più affascina nella visita guidata è che il Castel del Monte, già scrutandolo da lontano, suggerisce in siluette la forma di una corona imperiale sull’altopiano murgiano, associandola di fatto alla stessa corona di forma ottagonale, con la quale fu incoronato Re di Germania il 25 luglio del 1215 nella Cappella Palatina di Aquisgrana, anch’essa a pianta ottagonale e luogo di sepoltura di Carlo Magno. Infatti se consideriamo l’epoca in cui fu costruito il Castel del Monte Federico II era all’apice del suo potere: i feudatari tedeschi ricondotti alla fedeltà e all’obbedienza, le città comunali italiane sconfitte e sottomesse con la battaglia di Cortenuova (1237), il Papa ed i vescovi tenuti a freno. Il tentativo poteva essere quello di manifestare in maniera del tutto simbolica questo suo trionfo, immortalandolo con la pietra, Castel del Monte in qualità di fabbrica ideale e simbolo del potere dell’imperatore, anche se il concetto di fabbrica ideale anticiperebbe di gran lunga i concetti dell’architettura rinascimentale.

In definitiva, i vari studi condotti sul maniero federiciano nel tentativo di dare una risposta alla domanda iniziale, è che Castel del Monte, al di la delle varie teorie incongrue e improbabili, è per la sua inconfondibile forma ottagonale, per le sue suggestioni e soprattutto per essere il più enigmatico degli edifici mai commissionati da Federico II, resta un castello dove forse l’imperatore non soggiorno mai ma dove paradossalmente l’immaginario collettivo ne avverte più che altrove la sua presenza.

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