Misteri e interpretazioni su Castel del Monte

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Misteri di Castel del Monte

Che cosa rappresenta Castel del Monte?

Castel del Monte è espressione della poliedrica personalità del sovrano che lo fece erigere. Un uomo di cultura appassionato di matematica, poesia, filosofia, e astronomia, capace anche di anticipare le concezioni rinascimentali. Federico II volle rispecchiarsi in esso attraverso una perfetta sintesi del castello che è stato definito “pietrificazione di un’ideologia del potere”.

L’edificio ha pianta ottagonale con otto torri a loro volta ottagonali, e presenta un diametro di 56 m e un’altezza che, grazie alle torri, è di 24 m.

Castel del Monte presenta una struttura apparentemente stilizzata e impenetrabile, la cui compattezza è dovuta anche alla pietra calcarea, e agli inserti di breccia corallina delle facciate. Qui troviamo solo delle piccole aperture rappresentate dalle finestre monofore, bifore o trifore dei vari piani.

Una costruzione singolare

L’alone di mistero intorno a Castello investe anche il nome del suo architetto. Per alcuni fu Riccardo da Lentini ma per altri fu lo stesso Federico II. Pare che, nonostante tutte le energie profuse dallo stupor mundi, alla morte di Federico II (avvenuta nel 1250) l’edificio non fosse ancora terminato.

Successivamente attraversò diverse traversie, come la devastazione subita da parte di mano francese nel 1528, il passaggio ai Carafa nel 1552 che lo trasformarono in luogo di villeggiatura, e il successivo abbandono. Durante questo lungo periodo il castello venne spogliato degli arredi e delle decorazioni parietali di marmo. Divenne prima carcere e poi un ricovero per pastori, briganti e profughi politici.

Nel 1876 il castello venne acquistato (per la somma di 25.000£) dallo Stato italiano, che ne predispose il restauro per poi dichiararlo monumento nazionale nel 1936.

Nel 1996 l’UNESCO lo ha inserito nella lista dei Patrimoni dell’Umanità.  Unico per il rigore matematico ed astronomico delle sue forme e per l’armoniosa unione degli elementi culturali del nord Europa, del mondo islamico e dell’antichità classica,  esempio di architettura del medioevo.

Interpretazioni su Castel del Monte

La definizione geometrica quasi cristallina e il legame indissolubile con un personaggio affascinante e poliedrico come Federico II, ha fatto sì che il castello abbia ispirato una lunga sequela di proposte. Molte le interpretazioni  in merito alle sue funzioni e ai suoi significati. Le spoliazioni che ha subito nel corso dei secoli lo hanno a tutti gli effetti trasformato in un guscio spoglio, solenne ed enigmatico, in modo tale da prestarsi a ogni genere di approccio interpretativo.
Certo c’è chi, conscio di ciò, prova a immaginarlo come era un tempo e riporta tutto ad una dimensione più terrena. Chi lo ritene una residenza di lusso, un padiglione di caccia o simbolica manifestazione del potere federiciano.

Simboli e teorie

E c’è chi, rivolgendo l’attenzione su determinati aspetti dell’edificio, vi ha trovato simbolismi esoterici. Chi lo ritene una sorta di laboratorio magico che fa da scenario a esperimenti o a riti misteriosi, per giungere ai più riposti segreti della natura. Per certe teorie è la vasca monumentale al centro del cortile la chiave di volta di un’interpretazione che vorrebbe Castel del Monte come una sorta di gigantesco battistero laico. L’acqua rigeneratrice era in funzione della gloria e del benessere del sovrano, supportato dal complesso sistema idrico e di riscaldamento interno, volto a garantire un costante benessere all’imperatore e la sua famiglia.

Ma qualcun altro si è spinto oltre, ritenendo che il segreto del castello sia tramandato da una figura del manoscritto Voynich oggi conservato a Yale.
Parliamo di un codice quattrocentesco alquanto enigmatico, a tema scientifico, che parla di cosmologia, alchimia, biologia, erboristica, riconoscibili dalle immagini ma non dal contenuto, sinora indecifrato. Questa figura mostra una costruzione ottagonale con torri d’angolo e una vasca centrale, sulla quale campeggia un sole che richiama forse Federico II. Viene definito il «Sole della giustizia», e potrebbe volerci dire come l’acqua fosse centrale nella visione dell’imperatore, fonte di vita e beneficio quasi medicinale.

Forse la verità è che il Castel del Monte era una sintesi di tutto ciò. Residenza di benessere, corte imperiale, fortezza difensiva e tempio del sapere.

Un luogo polifunzionale dai mirabili aspetti estetici e da una spiccata valenza monumentale. Un luogo multiculturale dove mondo occidentale e mondo orientale, al tempo contrapposte, trovano una sintesi e un’armonia perfetta.

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